DATA
11 giugno, h 21.00

 

DI
Andrea Pennacchi

 

REGIA
Maria Virgillito

 

ACTING COACH
Marco Artusi

 

CON
Andrea Baggio
Carmela Guzzardi
Francesco Bicciato
Maria Grazia Busà
Guido Mosca
Isabella Pegoraro
Luciana Bertotti
Marcello Destro
Valeria Doardo

 

CURATO DA
Maria Virgillito
Il calvario di Padova era iniziato nel dicembre 1943 e andò avanti per un anno e mezzo. Dopo il settembre 1943 fu chiaro che dal Sud ormai liberato sarebbero partite le Fortezze volanti, i temibili B17 (antenati dei B52), per devastare tutta l’Italia. Arrivavano gli incursori anglo-americani e colpivano indiscriminatamente case, strade, fabbriche, mercati affollati, vagoni pieni di pendolari, chiese, cimiteri, opere d’arte, tutto.
A Padova toccò il 16 dicembre, un bel giovedì di sole, quando 70 B17 sganciarono circa 20 tonnellate di bombe sulla città.  Il 30 dicembre si replicò: i quadrimotori bombardarono di nuovo tutta la città causando danni in particolare al Tempio Ossario della Grande Guerra: i resti dei caduti rimasero insepolti per giorni.
Si organizzarono dei rifugi in tutta la città, e i bastioni delle mura rinascimentali, sopravvissuti alle guerre di Venezia, a Napoleone e alla prima guerra mondiale, sembravano il posto più sicuro di Padova. Ma l’8 febbraio 1944, a iniziare dalla mezzanotte Padova fu illuminata a giorno da migliaia di razzi bengala, che consentirono alle formazioni, inglesi, di distruggere e uccidere. L’aria si riempì del motore dei motori Hercules del Vickers Wellington della RAF, che presto iniziarono a scaricare il loro carico sulla città.
Le sirene antiaeree svegliano, poco dopo la mezzanotte, la città oscurata e dormiente. Adulti, bambini e vecchi scendono dai letti e si rivestono in fretta;, pronti a uscire di casa, chi per andare in aperta campagna e chi per riparare in luoghi ritenuti sicuri, i rifugi.
Molti abitanti della zona di barriera Trento, delle case popolari di via Citolo da Perugia, dell’asse di via Beato Pellegrino e della zona fuori le mura accorrono verso il rifugio del Raggio di Sole, una galleria a forma di T, con scarsissima illuminazione e il cui unico arredo è costituito dalle panche in legno lungo le pareti. Da questo luogo sotto assedio, partirà il racconto corale fatto di personaggi antitetici costretti a convivere nella stessa condizione di paura, dove la maestra incontra il dottore, la contessa il ribelle e il federale la giovane sposa.

 

L’ingresso è libero.
Per informazioni: odeodays@gmail.com